Lavorando con i ragazzi ho individuato 3 azioni controproducenti che compiono, convinti che queste li aiutino a studiare.
Spesso non se ne rendono conto:
perché "tutti fanno così"
perché finora "ha funzionato"
perché nessuno gli ha spiegato un'alternativa
Sono abitudini che danno un’illusione di produttività, sembrano azioni da “studente responsabile”, ma se non sono accompagnate da un lavoro più approfondito, servono solo a far perdere tempo a tuo figlio.
La verità?
Tutto ciò che non richiede ragionamento non aiuta a studiare.
Può ingannare che sia utile…ma non lo è.
Situazione tipica.
Io: “Ok, ora vediamo le parti importanti e le sottolineiamo. Nel primo sottocapitolo cosa c’è di fondamentale?”
Risposta classica dei ragazzi: “Beh, sicuramente le parole in grassetto!”
Ecco che casca il palco.
Questa risposta ha una sua logica: se il libro ha evidenziato alcune parole, saranno importanti, no?
Il problema, però, sta a monte.
Perché studiare in questo modo è completamente passivo:
Non attiva il cervello
Non stimola il ragionamento e la comprensione
Non spinge a chiedersi perché proprio quelle parole sono state messe in grassetto
Alla fine, si convincono di aver studiato solo perché hanno sottolineato qualcosa.
👉 “Guarda, ho anche sottolineato! Ho studiato, sì!”
ASSOLUTAMENTE NO.
Può capitare anche a tuo figlio di cadere in questa trappola, aver sottolineato non vuol dire che abbia anche appreso.
Dipende tutto da come avviene la scelta di cosa sottolineare e cosa no.
Situazione tipica.
Io: “Hai guardato le tabelle e le immagini del capitolo?”
Risposta classica: “Sì sì le ho viste”
Io: “Le hai guardate e basta, o ci hai ragionato sopra?”
Risposta: “Ah, eh no le ho solo guardate, ma non tutte…”
Ecco la seconda azione inefficace: guardare senza pensare.
Le immagini e le tabelle sono lì, lo sguardo ci passa sopra e per forza di cose le notano, ma non vanno oltre il semplice sguardo.
Molto spesso i ragazzi pensano che siano state aggiunte per “abbellire” il libro o che siano solo qualcosa in più per chi vuole approfondire (i famosi “secchioni” della classe).
E lo pensano ancora di più nelle materie umanistiche, come italiano o storia, dove non ci sono processi da capire, grafici da analizzare, strutture biologiche da comprendere...
quindi, credono che tutto quello che c’è di diverso rispetto al testo scritto è solo un “in più”.
Come puoi intuire, si sbagliano.
Si fanno trarre in inganno dalla loro voglia di finire lo studio il prima possibile per poter andare a fare quello che gli piace.
Così facendo perdono informazioni importanti che li aiuterebbero a comprendere meglio e a fare ordine mentale.
Facciamo un esempio: una mappa storica con gli spostamenti delle truppe permette di vedere nomi, territori, confini...
e rende immediato qualcosa che nel testo appare astratto.
Anche tuo figlio potrebbe essere incappato nel tranello; e aver saltato queste parti significa che ha rinunciato a un aiuto concreto per capire più in fretta.

Situazione tipica.
Io: “Hai studiato la teoria prima di fare gli esercizi?”
Risposta: “Si un po’, ma tanto si usano sempre queste formule”
Io: “E se nel compito ti capita un esercizio diverso dal solito?”
Risposta: “Mah… provo. Tanto quelli strani sono per chi vuole voti alti”
E qui mi si stringe il cuore… forse è successo anche a te, genitore.
Uno, perché il ragazzo sta facendo gli esercizi come un automa, applicando le formule senza capire effettivamente il motivo per cui le sta usando.
Due, perché si accontenta di sopravvivere e se arriva una insufficienza? …Pazienza tanto c’è il compito di recupero.
Questo modo di agire lo porta a chiudersi, a perdere fiducia nelle sue capacità, a non darsi la possibilità di migliorare e puntare più in alto.
Il punto è che la teoria serve per:
Comprendere l’argomento
Usare le formule in modo ragionato
Risolvere problemi più complessi senza andare in tilt
Senza teoria, l’errore è dietro l’angolo.
E soprattutto tuo figlio perde la possibilità di provare quella soddisfazione vera che gli fa dire: “Wow! Ce l’ho fatta!”
Hai visto come alcune azioni, che sembrano innocue, in realtà possono compromettere l’apprendimento di tuo figlio.
Per sostituirle con strategie più efficaci, ecco 3 consigli pratici da mettere in atto già da oggi!
Durante la fase di Lettura Attenta e studio, tuo figlio deve imparare a riflettere attivamente e ragionare su ciò che legge, ponendosi domande come:
"Questa parte è davvero importante?"
"La so già o è nuova?"
"Posso sintetizzarla evidenziando solo qualche parola chiave?"
"È un concetto chiave o solo un esempio?”
❗Ricorda: evidenziare tutto è come non evidenziare nulla.
Sottolineare con criterio aiuta il cervello a memorizzare meglio.
Tabelle e immagini non sono un “di più”: sono strumenti preziosi per capire prima e meglio.
Ma tuo figlio deve sfruttarle con intelligenza.
Come?
Soffermandosi su una tabella/immagine alla volta
Leggendo tutte le informazioni
Collegandole a quanto letto nel testo
Provando a spiegarle a voce
❗Ricorda: ciò che il testo spiega in 10 righe, un’immagine può renderlo chiaro in 2 secondi.
Applicare una formula “a memoria” serve a poco, se non c’è comprensione.
La teoria è ciò che dà senso al resto.
Quindi cosa può fare tuo figlio?
Studiare la teoria prima di fare gli esercizi
Capire perché si usa una formula e non un’altra
Capire il contesto per scegliere la formula giusta
Riconoscere gli indizi nel testo dell’esercizio
Applicare la formula con consapevolezza
❗Ricorda: fare esercizi senza teoria è come sperare che un albero stia in piedi senza le radici.

Spesso tuo figlio non usa strategie sbagliate per pigrizia, ma perché non conosce alternative.
In questi casi, un supporto mirato può fare davvero la differenza.
Se vuoi capire quali abitudini lo stanno frenando, come impattano sull’apprendimento e cosa puoi fare per aiutarlo a ritrovare fiducia e metodo...
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Monica Mossenta - Tutor per lo Studio
Dopo anni di studio e un dottorato, ho scelto di mettere la mia esperienza al servizio degli studenti.
Con il mio metodo della Rielaborazione Concatenata li aiuto a studiare in modo efficace — per apprendere in profondità, ottenere risultati concreti e ritrovare fiducia e serenità.
Ogni giorno metto in campo ciò che ho imparato… e ciò che ho vissuto.
Monica Mossenta - Strategie di Studio
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