La settimana degli esami di riparazione è iniziata.
E in casa si sente subito: l’aria è più tesa, ogni parola può diventare una miccia, la comunicazione con tuo figlio è sempre più difficile.
A volte lo vedi assorto nei suoi pensieri, a volte nervoso.
A tratti sembra sforzarsi proprio per non pensare all’esame.
Altre volte, invece, è chiaro che è spaventato o addirittura disperato.
Oppure si mostra distaccato, come se non gli importasse.
Ma nel profondo lo sa: l’esame di riparazione è importante.
In questi giorni la sua mente è occupata da un solo pensiero:
“Devo prendere almeno la sufficienza. Devo!”
Ed è normale che sia così.
Significa che ci tiene.
Anche se lo nega, anche se si lamenta, anche se dice che “gli esami di riparazione sono una cavolata ed ingiusti”, anche se sembra che voglia mollare tutto… per lui la scuola conta.
Magari vuole solo finirla il prima possibile e sentirsi finalmente libero.
O forse non vuole rimanere “indietro” e perdere gli amici con cui ha condiviso fino adesso gli anni di scuola.
Oppure è terrorizzato dal deludere voi genitori (anche se non gli avete mai fatto percepire questo, lui potrebbe pensarlo).
O, semplicemente, è orgoglio: non vuole sentirsi da meno rispetto agli altri.
In qualunque caso, non è indifferente alla situazione.
E questo è già un segnale importante.

E tu, genitore, sei in balia dei suoi sbalzi d’umore.
È come se dovessi continuamente schivare coltelli immaginari: una sfuriata da evitare, una frase da riformulare, un tentativo di calmarlo che sembra funzionare… finché, cinque minuti dopo, è di nuovo chiuso in sé stesso.
Sai che non lo fa apposta.
Ma a lungo andare, è estenuante.
Inizi a sentirti stanco anche tu.
A non sapere più cosa dire, come reagire.
Perché da una parte vorresti aiutarlo.
Dall’altra sai che questa è anche una prova che deve affrontare con le sue forze, per crescere, per imparare a gestire la pressione.
Ma nel frattempo...anche tu sei preoccupato.
È tutta l’estate che cammini in equilibrio sul filo del rasoio, sempre sull’attenti: controlli che studi, che non molli, che non si dimentichi quello che deve fare.
E ora è arrivato il momento decisivo: quello che deciderà se tuo figlio potrà andare avanti o dovrà ripetere l'anno scolastico.
Non è una situazione facile da gestire.
E se ti senti in difficoltà, ne hai tutto il diritto.
Perché lo sai: tuo figlio cerca in te un punto fermo, anche se dentro senti di vacillare un po’.
Nessuno ti chiede di essere perfetto.
A volte basta esserci, ascoltarlo, fargli un sorriso.
E questo fa davvero la differenza.

Non esiste un manuale perfetto.
Ogni ragazzo è diverso, ogni genitore vive questo momento a modo suo.
Ma ci sono alcuni semplici accorgimenti che puoi mettere in atto per alleviare l’agitazione e aiutare tuo figlio a vivere questi giorni in modo più sereno.
Attenzione: non elimineranno l’ansia (e va bene così), ma la renderanno più gestibile.
Non si tratta di metterlo alla prova o fargli “l’interrogazione”.
Deve essere fatto con l'obiettivo di rassicurarlo, ormai quello che ha studiato ha studiato, non è per controllare effettivamente quello che sa e come lo sa.
Può essere utile usare l’indice del libro o una lista di argomenti per fare un piccolo ripasso mentale.
Ad esempio.
“Ok, per l’esame di riparazione dovevi studiare:
- Fondazione di Roma
- I re
- La repubblica
- Le guerre di espansione
- La cultura
La fondazione di Roma l’hai fatta? Si?
Ok passiamo ai re, te li ricordi? Li hai visti?
Bene, la repubblica l’hai studiata? Ok.
Le guerre? Ce ne sono un po’, le hai viste? Bene
Cultura, sapresti spiegarla? Ok, visto che hai studiato tutto?”
È un modo per fargli capire che ha lavorato, ha studiato, ora sa molto di più rispetto a prima e quindi può andare alla prova più tranquillo.
Lo stress e l’agitazione giocano un brutto ruolo durante le verifiche ed interrogazioni, rischiano di farlo andare in tilt e non saper rispondere anche quando le cose le ha studiate.
Un buon modo per fargli scaricare la tensione è l'attività fisica.
Non servono ore e ore intensive di arrampicata con pendenze assurde, anche solo fargli fare una passeggiata all'aria aperta, in mezzo alla natura...così che possa staccare e far riposare la mente per un po'.
Se poi vuole fare qualcosa di più intenso, ben venga se è abituato!
Un'altra opzione è la respirazione.
Quando si è agitati la respirazione aumenta di frequenza e questo crea un circolo vizioso che si autoalimenta, per cui bisogna fermarlo:
5 secondi di inspirazione,
2 secondi trattenere il respiro
5 secondi espirazione
Ripetere il tutto per circa 5-10 minuti.
A volte i ragazzi si arrabbiano per il fatto di essere agitati.
Vorrebbero solo essere calmi, ma non ci riescono. E questo li innervosisce ancora di più.
Ricorda a tuo figlio che è normale essere in ansia prima di una verifica.
Che non deve sentirsi sbagliato se ha il cuore che batte all'impazzata o la testa che va in confusione.
Anche questo fa parte della crescita.
L'importante è mantenere l'ansia ad un livello gestibile, anche grazie ai punti 1 e 2 precedenti.
Se diventa davvero difficile da sopportare, allora rivolgiti ad uno specialista del settore in modo che possa valutare la situazione e aiutarvi in modo mirato e specifico.

Lo so, sei preoccupato anche tu. È normale.
Ma cerca, per quanto possibile, di non trasmettergli ulteriore tensione.
Evita toni allarmati, domande pressanti tipo:
“Hai studiato tutto? Sei sicuro? Sei pronto?”
Sostituiscile con frasi più calme e incoraggianti.
Un tono tranquillo da parte tua può fare una grande differenza nel suo stato d’animo.
A ridosso dell’esame, il suo cervello ha bisogno di riposo, non di input, ormai quello che è fatto è fatto.
Quindi se lo vedi studiare fino a tarda sera, digli di chiudere tutto e andare a dormire perché non serve a nulla, non aumenta il suo rendimento e non migliora la memorizzazione.
Al contrario: rischia di aumentare ansia e fatica, con l’effetto opposto.
Meglio staccare prima, dormire bene e arrivare lucidi e tranquilli.
La settimana degli esami di riparazione è carica di emozioni — per tuo figlio, ma anche per te.
Non esistono formule magiche o ricette infallibili.
Ma con qualche accorgimento, un po’ di pazienza e la tua presenza quando ha bisogno, puoi fare davvero la differenza.
Ascoltare tuo figlio, dargli la carica e riconoscere quello che ha fatto è importante per fargli affrontare la prova con maggiore serenità e più fiducia in sé stesso.
Un grande in bocca al lupo a tuo figlio e a te genitore…
E, qualsiasi cosa accada, ricordatevi: ogni passo avanti conta!

Monica Mossenta - Tutor per lo Studio
Dopo anni di studio e un dottorato, ho scelto di mettere la mia esperienza al servizio degli studenti.
Con il mio metodo della Rielaborazione Concatenata li aiuto a studiare in modo efficace — per apprendere in profondità, ottenere risultati concreti e ritrovare fiducia e serenità.
Ogni giorno metto in campo ciò che ho imparato… e ciò che ho vissuto.
Monica Mossenta - Strategie di Studio
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