Scena classica di un pomeriggio qualsiasi: tuo figlio sparisce in camera, e poco dopo senti libri e quaderni sbattere sulla scrivania.
Un forte sbuffo riempie l’aria.
Si siede, apre libro e quaderno, prende la penna, si sorregge la testa con il braccio e guarda sconsolato i compiti da fare.
Finalmente inizia!
La sua motivazione è alle stelle, vero?
Ovviamente no!
Vediamo insieme come funziona la motivazione nello studio e cosa puoi fare per aiutare tuo figlio a ritrovarla.
Dare una definizione alla motivazione è semplice...e difficile allo stesso tempo.
Tutti noi abbiamo provato quell’impulso che ci spinge a impegnarci per raggiungere il risultato desiderato.
Ma capire da dove nasce, e come mantenerlo, è tutta un’altra storia.
La motivazione può essere suddivisa in due tipi:
Motivazione estrinseca.
È quella che ci spinge a concludere un compito per ottenere un guadagno concreto (un premio, dei soldi, una medaglia, o nel caso dello studio un voto alto) oppure evitare una punizione (come può essere un brutto voto od un rimprovero).
In altre parole, è legata a fattori esterni.
Motivazione intrinseca.
È l’impulso a fare qualcosa per piacere o interesse personale.
Nel caso di tuo figlio, può essere la curiosità di capire come funziona qualcosa o la soddisfazione di imparare.
È legata a qualcosa di più interno, al miglioramento personale e alla curiosità. È l’attività stessa, l’atto di studiare in sé, ad essere il risultato.
Coltivare la motivazione intrinseca è la chiave per far sì che tuo figlio studi con costanza e serenità.
Non solo per un voto, ma per se stesso.

Sicuramente la motivazione intrinseca è ciò che garantisce a tuo figlio di perseverare nello studio e non farsi fermare.
💡 Tuttavia, all’inizio può servire una piccola spinta esterna: un obiettivo concreto o un riconoscimento.
Con il tempo, questa spinta dovrebbe trasformarsi in un piacere personale nello scoprire e imparare.
Questo cambiamento permetterà a tuo figlio di vedere lo studio come un'opportunità per crescere e apprendere, rendendo lo sforzo più gratificante e meno pesante.
Motivazione e risultati sono strettamente collegati:
più tuo figlio ottiene risultati, più cresce la sua motivazione — e viceversa.
Con l’aiuto dell’immagine qui sotto, andiamo a vedere come questi due punti sono legati assieme.

Prendiamo come esempio tuo figlio e lo studio.
La ricerca di novità, insieme all’interesse e al piacere di studiare, può mantenere alta la motivazione di tuo figlio nonostante lo sforzo richiesto.
Tuttavia, tutto dipende dal valore che tuo figlio attribuisce alla scuola e alla conoscenza.
Se considera la scuola inutile, la sua motivazione sarà sotto i tacchi.
Se per lui la conoscenza non serve, perché è stato convinto che basta mettere un due video online per diventare ricco e famoso, di nuovo non avrà nulla che lo spinga a studiare e nessun motivo per sforzarsi a farlo.
Se, invece, tuo figlio riconosce l’importanza della conoscenza per il suo futuro, inizierà a mostrare più interesse e impegno nello studio.
Anche con tanta voglia di fare, senza una strategia di studio efficace, la motivazione può spegnersi presto.
Se tuo figlio studia tanto ma non vede risultati, inizierà a sentirsi frustrato o incapace.
Con una strategia corretta (come quella che insegno nei miei percorsi 😉), potrà invece:
avere un maggior controllo sullo studio;
raggiungere obiettivi concreti;
sentirsi competente e sicuro di sé.
È così che nasce il circolo virtuoso:
risultati → fiducia → nuova motivazione.
Ti sei mai chiesto come puoi riaccendere la motivazione di tuo figlio per lo studio?
Se la risposta è sì, ti faccio i miei complimenti, perché ti sei posto una domanda molto importante.
Risollevare la sua motivazione non è semplice, per cui hai tutto il mio sostegno se intraprendi questa strada! 🙂
Vediamo alcune azioni che puoi mettere in atto da subito:
Sfrutta la curiosità.
Invita tuo figlio a scoprire curiosità legate a ciò che studia.
Le stranezze rendono lo studio più divertente e memorabile.
Esempio: se sta studiando astronomia, chiedigli di cercare qual è il buco nero più grande conosciuto (TON 618) e a quanti pianeti Terra equivale il suo diametro.
Mostra applicazioni pratiche.
Collega la teoria alla vita reale: quando capisce che ciò che studia serve davvero, l’interesse cresce.
Questo perché si rende conto che non sta studiando aria fritta, ma qualcosa che gli sarà utile.
Esempio: usa la matematica per gestire le finanze. “La nonna ti dà 20 € al mese e a dicembre il 70% in più. Se vuoi risparmiare il 50% in un anno, quanto puoi spendere ogni mese?".
Vivi l'apprendimento.
Portalo a musei o mostre interattive, dove può "toccare con mano" ciò che ha studiato.
Esperienze di questo tipo rendono l’apprendimento concreto e gratificante.
Esempio: musei scientifici interattivi sono ideali per questo scopo. Tramite semplici installazioni ed esperimenti tuo figlio potrà sfruttare i suoi 5 sensi per capire leggi fisiche, chimiche, biologiche.
Allena il pensiero critico.
Organizzate mini "dibattiti" piacevoli su temi che conosce.
Questo lo motiverà a studiare con attenzione gli argomenti per non farsi “battere” da te.
Esempio: Tolkien mette in contrasto la natura con l’industrializzazione. Discutere insieme su questo tema aiuta a collegare letteratura, attualità e valori personali.
Ricorda:
qualsiasi attività sceglierai non deve essere troppo difficile per lui:
se i risultati sembrano irraggiungibili, la sua motivazione crollerà.
Meglio piccoli passi costanti che grandi obiettivi irrealistici.
Motivare tuo figlio a studiare non significa “costringerlo”, ma aiutarlo a scoprire il valore di ciò che fa.
Con curiosità, supporto e le giuste strategie, lo studio può diventare per lui un terreno di crescita.
Allora… ti senti più motivato a motivarlo? 😉
Fonti
Vu TV. et al. Motivation-Achievement Cycles in Learning: a Literature Review and Research Agenda. Educational Psychology Review. 2022; 34(1):39-71. doi: https://doi.org/10.1007/s10648-021-09616-7. Per leggere l'articolo scientifico clicca QUI
Finn B. Exploring Interactions Between Motivation and Cognition to Better Shape Self-Regulated Learning. Journal of Applied Research in Memory and Cognition.2020; 9(4):461-467. doi: https://doi.org/10.1016/j.jarmac.2020.08.008. Per leggere l'articolo scientifico clicca QUI

Monica Mossenta - Tutor per lo Studio
Dopo anni di studio e un dottorato, ho scelto di mettere la mia esperienza al servizio degli studenti.
Con il mio metodo della Rielaborazione Concatenata li aiuto a studiare in modo efficace — per apprendere in profondità, ottenere risultati concreti e ritrovare fiducia e serenità.
Ogni giorno metto in campo ciò che ho imparato… e ciò che ho vissuto.
Monica Mossenta - Strategie di Studio
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