Tuo figlio sta concentrato solo 10 minuti? Scopri 5 consigli pratici per migliorare la sua concentrazione nello studio

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Quante volte hai visto tuo figlio iniziare a studiare e, dopo soli 10 minuti, lo hai ritrovato a girovagare per casa perché già stanco?

Oppure, quante volte hai sentito i professori dirti: “Suo figlio non sta attento durante la lezione!

E dentro di te hai pensato: “Quindi? Cosa devo fare? Perché non vuol capire che deve stare attento?

Se queste situazioni ti sono familiari, non preoccuparti, è una difficoltà che molti genitori affrontano.

La concentrazione è una sfida comune per gli adolescenti, ma ci sono motivi precisi per cui la loro mente si distrae facilmente e diverse di queste cause sono risolvibili.

Prima di buttarci sulle cause della disattenzione di tuo figlio, vorrei chiarire che, per questo articolo, utilizzerò le parole concentrazione e attenzione come sinonimi, anche se presentano sfumature diverse di significato.

Perché tuo figlio fa fatica a mantenere la concentrazione?

Vediamo insieme perché tuo figlio, come tanti ragazzi, fatica a mantenere la concentrazione durante lo studio e scopriamo cosa puoi fare per aiutarlo a migliorare.

1. La concentrazione è un'abilità che richiede allenamento.

Tuo figlio fatica a stare concentrato perché fino a questo momento non si è allenato a farlo. “Semplice”, ma vero.

La concentrazione è un'abilità che si sviluppa con il tempo e la pratica, proprio come un muscolo.

Non possiamo aspettarci che ripetendogli: “Devi stare attento in classe!” tuo figlio diventi di colpo lo studente perfetto.

So che, se ti è successo, era perché eri stufo di sentirti dire dai prof che non si applica, non sta attento, ecc. viene in automatico, non preoccuparti.

Sappi che serve tempo e un po’ di esercizio per riuscire a restare concentrati per periodi prolungati.

2. Troppe distrazioni in un mondo superstimolante

Cellulare, tablet, televisione, social, notifiche…non passa 1 minuto senza che l’attenzione di tuo figlio sia richiamata verso un nuovo stimolo più luminoso, più colorato, più divertente, più veloce.

Si annoia?

Cambia stimolo.

Si annoia di nuovo?

Cambia ancora e ancora e ancora… ...ecco che la sua mente si abitua a saltare da una parte all’altra dopo pochi minuti, rendendo difficile mantenere l’attenzione su un compito meno “entusiasmante” come lo studio.

3. Una questione di sviluppo cerebrale

Durante l’adolescenza, il cervello è ancora in fase di maturazione.

La parte emotiva e la tendenza a ricercare stimoli nuovi rende i ragazzi più inclini a distrarsi, soprattutto se l’argomento non li interessa particolarmente.

4. Carenza di sonno

Tendendo ad avere una mente molto attiva durante l’adolescenza, tuo figlio potrebbe faticare ad addormentarsi andando, così, in debito di sonno.

Ma un cervello stanco fatica a mantenere l’attenzione e la concentrazione.

5. Noia o disinteresse per la materia

Se la materia o la spiegazione non lo coinvolgono, è molto più facile che tuo figlio si distragga.

Quando l'interesse è basso, è difficile mantenere alta l’attenzione, succede anche a noi adulti!

Ragazza annoiata e distratta durante lo studio mentre l’insegnante spiega, simbolo delle difficoltà di concentrazione nei ragazzi.

Capire le cause che portano tuo figlio a distrarsi è il primo passo, ma come puoi aiutarlo a migliorare la sua concentrazione?

Fortunatamente, ci sono diverse strategie pratiche che puoi adottare per aiutarlo a sviluppare questa abilità e ottenere risultati migliori sia nello studio che nella vita quotidiana.

Come puoi aiutare tuo figlio a mantenere la concentrazione?

Di seguito trovi alcuni miei consigli che puoi iniziare a mettere in pratica già da oggi.

Sono elencati in ordine in modo che ognuno sia un’azione da poter applicare per risolvere i 5 punti precedenti.

1. Allenare l'attenzione

Valuta il tempo massimo di attenzione di tuo figlio e poi stimolalo ad aumentare un po’ di minuti ogni settimana.

Aumentare troppo di colpo sarebbe inutile e controproduttivo in quanto si sentirebbe frustrato e nervoso per l’insuccesso.

Meglio aumentare gradualmente, così da dargli il tempo di adattarsi e raggiungere il suo limite massimo.

Attenzione però! Non fargli superare i 50 minuti di fila sui libri perché il suo corpo e la sua mente hanno bisogno di muoversi e rilassarsi prima di riprendere un’altra sessione di studio.

2. Periodi offline

Crea dei momenti durante la giornata in cui tuo figlio non possa navigare online.

Questo non solo durante lo studio, ma anche in altri momenti, in modo che possa trovare hobby e rinforzare le sue abilità.

Anche in questo caso la parola d'ordine è "gradualmente".

Non eliminargli il cellulare di colpo per troppo tempo. Se è abituato a stare sempre connesso è meglio iniziare con mezz’ora senza cellulare e poi ritornarglielo per una decina di minuti.

Poi aumentare pian piano in modo che riesca a stare senza (e senza pensarci!) durante le ore di studio.

3. Richiamo all'attenzione

E’ vero che il suo cervello non è ancora completamente maturo, ma questo non significa che lo si debba scusare sempre se si distrae.

Richiamarlo all’attenzione in maniera ferma, ma tranquilla, gli permette di rinforzare questa sua abilità e di fargli capire se sta effettivamente esagerando e tirando troppo la corda.

Ricorda, però, che non sempre si accorge che la sua mente sta vagando, quindi aiutalo a riconoscere questi momenti ed incoraggialo a riportare l'attenzione sul compito.

4. Creare una routine

Stabilisci una routine regolare che gli permetta di andare a letto alla stessa ora ogni giorno.

Fai in modo che spenga il cellulare un’ora prima di andare a letto e che in quell’ora si dedichi ad attività rilassanti come la lettura, ascoltare audiolibri o musica.

La coerenza è fondamentale per aiutare il corpo a riconoscere quando è ora di dormire.

5. Stimolare la curiosità

Sprona tuo figlio a farsi domande sulla materia e a esplorare gli argomenti che lo incuriosiscono, in modo da stimolare un interesse per lo studio.

Spingilo a fare domande e ad interagire col prof durante la lezione.

Puoi fargli fare pratica a casa chiedendogli “Secondo te…?” oppure “Cosa ne pensi…?” e anche “Dove puoi applicarlo?”.

La curiosità gioca un ruolo importante anche nella motivazione allo studio, ne ho parlato in un mio precedente articolo, clicca qui per leggerlo!

Con piccoli passi e un approccio paziente, tuo figlio potrà migliorare la sua capacità di concentrazione, portando benefici sia nello studio che nella sua vita.

Non è un percorso facile, ma sappi che non sei solo!

Se vuoi saperne di più sulle distrazioni durante lo studio ed il multitasking ho scritto un articolo a riguardo: clicca qui per leggerlo.


Fonti

Uncapher M.R., et al. Media Multitasking and Cognitive, Psychological, Neural, and Learning Differences. Pedriatics.2017; 140(Suppl 2):S62-S66. doi: 10.1542/peds.2016-1758D. Per leggere l'articolo clicca QUI

Pellai A. and Tamborini B. L'età dello Tsunami. DeAgostini. 2017. ISBN: 9788851141127

Mills K.I. Why our attention spans are shrinking, with Gloria Mark, PhD. American Psychlogical Association Podcast: Speaking of Psychology. 2023. Per ascoltare la puntata del podcast clicca QUI

Monica Mossenta - Tutor per lo Studio

Dopo anni di studio e un dottorato, ho scelto di mettere la mia esperienza al servizio degli studenti.

Con il mio metodo della Rielaborazione Concatenata li aiuto a studiare in modo efficace — per apprendere in profondità, ottenere risultati concreti e ritrovare fiducia e serenità.

Ogni giorno metto in campo ciò che ho imparato… e ciò che ho vissuto.

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