Prima settimana di scuola: tra entusiasmo e fatica 3 pratici consigli per le superiori

Indice

I primi giorni di un nuovo anno scolastico

È mattina

Dopo settimane fatte di giornate scombinate e serate senza orari, di ritmi più tranquilli per tuo figlio, ecco che la sveglia torna a suonare presto, richiamandolo dal sonno in modo traumatico.

La scuola è ricominciata!

Tu, ti sei svegliato alle luci dell’alba per riuscire a fare tutto in tempo.

Hai messo su il caffè, essenziale per avere la carica mattutina, hai preparato la colazione per tutti e magari anche una merenda per la pausa di metà mattina.

Ti sei lavato, cambiato, hai preparato le tue cose…e con tutto questo pronto hai pensato: “Bene! Quest’anno si parte preparati e pronti!”…

Ma tuo figlio è ancora nel letto che si gira e si rigira sotto le coperte, sbuffando e lamentandosi perché vuole dormire un altro po’ e non andare a “perdere tempo” a scuola.

La sveglia ha già suonato più volte e puntualmente è stata zittita.

E ora tocca a te: andare a chiamarlo, dirgli che deve sbrigarsi…che non si può arrivare tardi proprio il primo giorno.

Hai tutto?” gli chiedi, mentre sei già alla porta.

Sì sì!” ti risponde.

E tu vedi chiaramente che ha lasciato la merenda sul tavolo e gliela indichi.

Lui sbuffa, la infila nello zaino e di tutta risposta ti dice: “Dai andiamo che facciamo tardi!

Eh già, la scuola è proprio ricominciata!

Con le sue corse, i suoi ritmi, i momenti di tensione, i momenti di gioia, i pensieri, i dubbi, le responsabilità, le nuove esperienze...

Tante cose importanti, tutte insieme.

Vediamone alcune, e 3 consigli pratici per sfruttare al meglio la prima settimana di scuola.

Ragazzo che dorme tranquillo con le mani sotto alla testa

Gli intoppi pratici da affrontare subito

Anche se la prima settimana di scuola può sembrare leggera - niente spiegazioni infinite od esercizi impossibili - in realtà è carica di sfide pratiche che tuo figlio, e anche tu genitore, dovete affrontare.

Ritrovare il ritmo sonno/veglia

Dopo settimane di serate fino a tarda notte e risvegli a mezzogiorno, ecco che il ritmo sonno/veglia è andato a farsi friggere.

Dover rispettare nuovamente orari precisi può creare non poche difficoltà a tuo figlio, sia per addormentarsi che nel risveglio mattutino.

Questo sonno sbilanciato e di scarsa qualità influisce negativamente sulla concentrazione e la comprensione durante la giornata scolastica.

Ricominciare con spostamenti e logistica

Non ci sono solo gli orari per andare a dormire e per svegliarsi, ma ricominciano anche quelli degli spostamenti.

Che tuo figlio vada a scuola a piedi, in auto con te o con mezzi pubblici...

servono tempo, coordinazione e, per te genitore, una buona dose di pazienza per convincerlo a muoversi ogni mattina.

Se utilizza i mezzi pubblici, tutto si amplifica:

gli orari sono rigidi, il margine di ritardo è ridotto al minimo e, se non arriva in tempo, la giornata inizia per tutti con una bella dose di stress.

Zaino da preparare

Dopo tre mesi senza preoccuparsi di libri, quaderni o astucci, tornare a controllare lo zaino ogni sera può sembrare, per tuo figlio, una gran seccatura.

E in effetti lo è: deve riattivare una routine che ha completamente abbandonato durante l’estate.

Il rischio di dimenticare qualcosa, soprattutto nei primi giorni, è molto alto.

E ritrovarsi senza l'occorrente in classe può portare a disagio, frustrazione o addirittura richiami da parte degli insegnanti.

Ma le difficoltà della prima settimana non sono solo pratiche…

È il momento di parlare delle emozioni.

Zaino azzurro pieno di quaderni e accessori per la scuola

Il carico emotivo che lo investe

Per ogni ragazzo, il primo giorno di scuola è una valanga di emozioni.

C'è tensione, perché ricomincia, ma non sa davvero cosa aspettarsi.

C'è agitazione, perché qualcosa è cambiato: nuovi professori, compagni diversi, materie nuove...

C'è insicurezza, perché le richieste aumenteranno e non sa se riuscirà a farcela.

Ma, insieme a tutto questo, ci sono anche emozioni positive.

C'è la felicità di ritrovare gli amici.

C'è la speranza che quest'anno sia migliore.

C'è la curiosità di conoscere i nuovi professori e compagni di classe.

È un mix potente, ed è normale se, in questa prima settimana, tuo figlio ti sembri un po’ sfasato.

Tensione ed insicurezza per ciò che non conosce

Una delle sensazioni più forti che tuo figlio può provare in questi giorni è sicuramente la tensione.

Magari ha appena iniziato il primo anno delle superiori, oppure è stato bocciato, ha cambiato indirizzo o, semplicemente, è passato all’anno successivo.

In ogni caso, si trova davanti a qualcosa di nuovo.

Dentro di sé si chiederà:

Mi piacerà?

Sarà difficile?

I prof saranno severi?

Ci sarà qualcuno con cui fare amicizia?

In questo vortice di pensieri, è normale che si faccia largo anche un po’ di insicurezza.

Sa che quest’anno dovrà fare di più, essere più autonomo, affrontare materie più complesse.

E dentro di sé si domanda se sarà davvero all’altezza.

Felicità e speranza per il nuovo anno

Ma non ci sono solo emozioni pesanti.

In contemporanea, tuo figlio può provare anche una spinta positiva fatta di speranza, felicità e curiosità.

Dentro di sé potrebbe pensare che forse, quest’anno andrà meglio.

Che forse i prof saranno più simpatici.

Che forse le materie saranno più interessanti.

C’è la felicità di ritrovare gli amici, di chiacchierare e ridere con loro nei corridoi e di condividere assieme tante esperienze che saranno raccontate per anni.

La curiosità di scoprire come saranno i nuovi prof, i nuovi compagni e le nuove materie.

Magari ha finalmente iniziato l’indirizzo o il triennio che aspettava, oppure sa che questo è un anno importante per scegliere il suo futuro.

Dentro di sé penserà:

Questo prof magari non è male

Questa materia potrebbe essere decente

Chissà che cosa succederà quest’anno!

E ora che abbiamo visto un po’ cosa succede dietro le quinte della prima settimana di scuola, andiamo a scoprire i 3 consigli per rendere la ripartenza più serena.

sette ragazzi seduti sugli scalini in posa simpatica per la foto

Come rendere più serena la prima settimana di scuola con 3 pratici consigli

1. Come fargli riprendere il ritmo

Il sonno è essenziale per la memoria, la concentrazione e tutte le funzioni cognitive di tuo figlio.

È durante il riposo notturno, infatti, che il cervello rinforza le informazioni apprese durante la giornata e le trasferisce nella memoria a lungo termine.

Dormire 7-9 ore a notte è l’ideale per permettergli di affrontare la giornata con più energie e lucidità.

Ma come ritrovare il ritmo dopo un’estate libera da orari?

Anche se la scuola è già iniziata, tuo figlio potrebbe non aver ancora ritrovato un buon ritmo sonno/veglia.

Se la mattina è difficile, se si addormenta tardi o ha ancora sonno a scuola, puoi aiutarlo ad aggiustare gradualmente i suoi orari.

Anticipa l’ora in cui tuo figlio va a dormire di 15-20 minuti ogni 3 giorni, fino ad arrivare ad un orario regolare.

E, soprattutto, fai in modo che riduca le distrazioni digitali, come il cellulare, almeno un’ora prima di andare a letto: il cervello ha bisogno di rilassarsi e prepararsi al sonno, senza stimoli continui.

Oltre al ritmo sonno/veglia, è importante che tuo figlio ricrei anche una routine pomeridiana, definendo fin da subito:

  • l’orario in cui iniziare a studiare;

  • l’orario massimo di fine studio;

  • i momenti dedicati a pausa e relax;

  • i momenti dedicati a preparare il necessario per l'indomani.

La routine lo aiuta con la concentrazione, lo obbliga ad organizzarsi meglio e riduce lo stress dell’ultimo minuto.

Gli impegni extrascolastici possono modificare gli orari in alcuni giorni della settimana, ma non è un problema: anche queste attività sono generalmente fissate in momenti precisi, il che permette comunque di costruire una routine settimanale stabile e prevedibile.

2. Come aiutarlo a gestire il carico emotivo

Come abbiamo visto, la prima settimana di scuola è un turbine di emozioni per tuo figlio. E spesso, lui stesso fa fatica a gestirle (o perfino a riconoscerle).

Sbuffi, risate, silenzi, sguardi sognanti o preoccupati…

Comportamenti che si alternano da un giorno all’altro, o anche nel giro di poche ore.

Durante l’adolescenza è normale che i ragazzi si distanzino un po’ dai genitori, sembrino non ascoltare, o vogliano cavarsela da soli.

Ho parlato di questo anche in due articoli che puoi trovare qui:

Ma questo non significa che tuo figlio non abbia bisogno di te.

Ne ha eccome.

Semplicemente, non vuole ammetterlo apertamente.

Fatti trovare pronto ad ascoltarlo, senza forzarlo.

Fagli sentire che ci sei.

Quando sarà pronto a parlare, saprà che potrà farlo in tranquillità.

Cerca di evitare giudizi affrettati.

Prova a metterti nei suoi panni.

Ricorda che in adolescenza, le emozioni sono tutte amplificate.

Quello che a te può sembrare “una sciocchezza”, per lui può essere davvero importante.

Infine, cerca di non sminuire ciò che prova.

Piuttosto, aiutalo a comprenderlo, senza drammi né ironia, offrigli il tuo punto di vista con calma, così da essere il suo punto di riferimento silenzioso ma solido.

3. Come evitare da subito che rimanga indietro con lo studio

È vero: la scuola è iniziata da pochissimo, o deve ancora iniziare, e parlare già di studio “serio” può sembrare esagerato.

Il pensiero comune è: “Tanto ora deve solo riprendere il ritmo, poi si vedrà come va!”.

In realtà, è proprio perché il carico di studio non è ancora a pieno regime che queste prime settimane possono diventare un’opportunità preziosa.

Un momento ideale per gettare le basi di un metodo di studio solido, che lo aiuti a evitare:

  • stress costante,

  • corse all'ultimo recupero,

  • ansia da verifiche.

Quali sono i pilastri di un buon metodo di studio?

  • organizzazione

  • comprensione

  • rielaborazione

  • ritenzione

Ne parlo nel dettaglio nell’articolo dedicato al mio Metodo della Rielaborazione Concatenata, clicca QUI per leggerlo subito.

Un metodo efficace non si costruisce in un giorno, ma iniziare presto, anche con piccoli passi, fa davvero la differenza.

Ecco qualche esempio concreto:

  • organizzare i materiali con criterio, in modo da avere sempre le materie in ordine;

  • prendere appunti durante le lezioni, per mantenere alta la concentrazione;

  • richiamare i concetti studiati, per evitare scene mute e risposte in bianco;

  • anticipare lo studio e i compiti, così da non trovarsi in affanno all’ultimo minuto.

Dietro ognuno di questi punti ci sono tecniche e strategie da applicare.

Dare a tuo figlio una struttura chiara su come studiare – anche minima, già da ora – significa offrirgli meno caos, meno sovraccarico mentale e più controllo.


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Monica Mossenta - Tutor per lo Studio

Dopo anni di studio e un dottorato, ho scelto di mettere la mia esperienza al servizio degli studenti.

Con il mio metodo della Rielaborazione Concatenata li aiuto a studiare in modo efficace — per apprendere in profondità, ottenere risultati concreti e ritrovare fiducia e serenità.

Ogni giorno metto in campo ciò che ho imparato… e ciò che ho vissuto.

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